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UDSS contro Pittoni. “Prima i rumeni?”. Lettera aperta al Responsabile Istruzione della Lega, al Ministro del MIM ed al Governo.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dell’Unione Docenti Specializzati su Sostegno.

Potete scaricare e leggere la lettera in allegato alla fine dell’articolo.

Abbiamo chiesto un commento ed un parere all’on. Mario Pittoni, Responsabile Istruzione e Scuola per la Lega, e che vanta il merito del provvedimento per l’accesso diretto per i docenti precari ai percorsi di sostegno (come potete leggere dalla nota che ci ha inviato). Ripetiamo: abbiamo posto queste 9 domande all’on. Pittoni, che non ha voluto al momento rispondere. Se non con una nota che alleghiamo dopo le domande stesse.

1. Lei ci scrive nella nota inviatoci in risposta alla lettera dell’UDSS che: «con la norma approvata […] si viene così incontro all’appello delle famiglie degli alunni con disabilità, i quali avevano tutto il diritto di ottenere che chi da anni si occupa di loro – come ci scrive – possa finalmente specializzarsi». Lei ritiene che chi ha insegnato per tre anni nella scuola dell’infanzia abbia maturato un’esperienza sufficiente per insegnare in una scuola secondaria di II grado? Per cui il requisito dei tre anni di sostegno negli ultimi cinque come previsto dalla norma di cui si attribuisce il merito garantisce secondo Lei la continuità didattica? Quale sarebbe la continuità che lei vuole salvaguardare tra la scuola primaria o dell’infanzia ed un Liceo o Istituto Professionale? Infine, quelle stesse famiglie le hanno chiesto docenti specializzati in Romania, Bulgaria, Cipro o Spagna? Questo le hanno chiesto le famiglie?
2. A tal proposito, Lei cosa pensa degli incarichi di sostegno in prima fascia ai docenti specializzati all’estero? L’on. Azzolina aveva bloccato gli incarichi in attesa del riconoscimento del titolo (contenzioso che può durare anni), lei anche in un post pubblico sulla sua pagina FB ha rivendicato il merito del provvedimento voluto dal Ministro, on. Giuseppe Valditara (espressione della sua parte politica) che ha preferito docenti specializzati all’esterno piuttosto che docenti italiani con anche anni di servizio ma non ancora specializzati. Da primi gli italiani, la Lega è passata a primi i titoli rumeni, prima i bulgari, prima i titoli ciprioti? Questo vogliono gli elettori della Lega?
3. Considerato che il Ministero pretende la frequenza obbligatoria in presenza in Italia per la specializzazione, come spiega lei docenti con incarichi in Italia che hanno conseguito contemporaneamente il titolo estero? Secondo lei titoli con obbligo di frequenza e titoli conseguiti a distanza online hanno la stessa “valenza”? A questo punto perchè non le Università Telematiche Italiane?
4. Cosa pensa della capacità formativa degli Atenei del Nord Italia, di Milano, Torino, Udine, Pavia o Bologna, come mai questi atenei ritengono che una capacità formativa realistica sia intorno alle 100 unità, per fare una formazione seria e valida con obbligo di frequentare in presenza, mentre Università del Sud, come Foggia, Napoli, Enna ed altre, propongono migliaia di posti compresi idonei e sovrannumerari? Le Università Italiane del Nord non hanno una reale capacità formativa? O pensa che le Università del Sud hanno maggiore capacità di formare i futuri docenti di sostegno? O come se lo spiega lei?
5. Chi controlla la qualità della formazione dei docenti specializzati allorquando come negli ultimi anni, il Ministero non prevede nessun concorso per specializzati ma la chiamata in ruolo direttamente dalle GPS senza concorso? Lei ritiene giusto e normale che si assumono docenti nella pubblica amministrazione senza regolare concorso pubblico?
6. Lei considera che chi ha avuto accesso tramite una selezione pubblica per un corso a numero chiuso (tre prove, preselettiva, scritta ed orale) debba avere lo stesso punteggio in graduatoria di chi ha l’accesso diretto? Cosa risponde alla lettera ed alle proposte in merito dell’Unione Docenti Specializzati Sostegno (allegata)?
7. Cosa vuole dire ai tanti giovani e neo-docenti di sostegno che con tanti sacrifici e con studio hanno superato la selezione della specializzazione sostegno in questi ultimi anni o stanno per specializzarsi e che si vedranno scavalcati dai docenti con titolo estero o con acceso diretto ai corsi (naturalmente avendo più anni di servizio)? Questi ovviamente vedranno annullati sacrifici di studio e il costo affrontato dalle famiglie (circa 4mila euro per formarsi) ed il valore del titolo stesso di specializzazione sarà quasi nullo, e nella maggior parte delle province italiane perderanno gli incarichi. Cosa si sente di dire a questi docenti?
8. Cosa si sente di dire a quei docenti che pur avendo avuto ben 4 cicli (di cui 3 agevolati con la sola prova scritta) non hanno voluto mettersi alla prova o non hanno superato le prove necessarie per conseguire la specializzazione? E cosa si sente di dire a quei docenti attualmente in servizio che si vedranno scavalcati nelle prossime assegnazioni di cattedra dai docenti che hanno acquisito un titolo in Romania, Cipro, Spagna, Bulgaria, etc.?
9. Cosa si sente e vuole dire alle tante famiglie di studenti disabili, alle associazioni di categoria, ai tanti operatori ed educatori che lavorano con i bambini ed i ragazzi speciali, sulla formazione, capacità e preparazione dei docenti della scuola italiana formatisi in Romania (dove esistono classi differenziate), Spagna, Cipro o altri paesi, o formati e specializzati nelle tante Università del Sud, dove il numero dei docenti da specializzare è spesso è superiore a tutti gli iscritti di tutte le facoltà presenti. Cosa pensa di questi piccoli o minuscoli Atenei privati che oltre ai posti assegnati dal ministero specializzano migliaia di idonei? Questi atenei del Centro-Sud e spesso veri e proprio “neo-atenei fantasma” non hanno né strutture, né personale, né tanto meno professori universitari di ruolo nella didattica speciale e nelle discipline insegnate nei percorsi di specializzazione, si sente di dire che questi atenei garantiscono la qualità dell’istruzione dell’appello fattoLe dalle famiglie di studenti disabili (come dalla nota che ci ha subitaneamente inviato e che qui è pubblicata)?

DECRETO PA – PITTONI (LEGA), CON ESPERIENZA ACCESSO DIRETTO A CORSI SOSTEGNO (nota inviataci come risposta alla lettera da parte dell’on. Mario Pittoni)

«Niente più abilitazione per accedere direttamente ai corsi di specializzazione sul sostegno per i docenti con tre annualità di servizio specifico negli ultimi cinque. Mi ero impegnato a far correggere col primo decreto utile la mia norma inserita nel dl 36/2022 per l’accesso riservato della categoria ai corsi, che una “manina” aveva modificato aggiungendo la necessità dell’abilitazione. Un vero e proprio boicottaggio visto che in Italia i percorsi formativi abilitanti all’insegnamento mancano ormai da un decennio. C’è voluto quasi un anno, ma alla fine il provvedimento “utile” in cui infilare l’aggiornamento è arrivato. Il decreto PA contiene la soppressione del requisito ulteriore dell’abilitazione». Lo dichiara con soddisfazione il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato, che spiega: «Si viene cosi incontro all’appello delle famiglie degli alunni con disabilità, i quali avevano tutto il diritto di ottenere che chi da anni si occupa di loro – conclude Pittoni – possa finalmente specializzarsi». Firmato Mario Pittoni

Qui invece la lettera Unione Docenti Specializzati su Sostegno e diritto Studenti Disabili (LETTERA COMPLETA) – L’on. Pittoni non ha voluto commentare.

Egregio Sign. Mario Pittoni (estensore o colui che si “attribuisce” la norma)

e p.c. Segretario Nazionale della Lega, Ministro on. Matteo Salvini
e.p.c. Ministro dell’Istruzione e del Merito, prof. Giuseppe Valditara
e.p.c. Presidente del Consiglio, on. Giorgia Meloni
e.p.c. Sigle Sindacali

 

UDSS (Unione docenti specializzati sul sostegno) è un comitato che mira a tutelare i diritti degli studenti con disabilità e dei docenti in possesso del titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico. Il gruppo, che registrava qualche centinaia di adesioni fino a pochi mesi fa, oggi comprende più di 1000 insegnanti ed è ancora in fase di crescita.

Negli ultimi mesi, il Governo ha proposto una iniziativa legislativa che modifica l’attuale sistema di reclutamento degli insegnanti di sostegno, con ricadute significative sulla vita scolastica dei discenti e del personale docente.

Ci riferiamo, nello specifico, al DECRETO-LEGGE n. 44 2023, con il quale si prevede che dal prossimo anno scolastico, chi ha maturato tre anni di esperienza sul sostegno, senza alcuna qualifica specifica, possa accedere all’iter di specializzazione senza sostenere alcuna prova selettiva. Tali esami sono finalizzati, non solo a garantire il rispetto del fabbisogno formativo territoriale, ma anche a verificare, a monte, le competenze necessarie all’insegnante, per svolgere adeguatamente l’attività di sostegno didattico richiesta dagli allievi.

Riteniamo, inoltre, che il servizio specifico qualificato, ovvero maturato in cogenza della specializzazione richiesta, in virtù del percorso svolto e degli esami superati, rappresenti un valore aggiunto non solo per gli studenti con disabilità, ma per l’intera comunità scolastica e non possa, pertanto, essere considerato alla stregua del servizio specifico non qualificato (svolto in assenza del titolo di specializzazione). È necessario, bensì, fare un distinguo tra le due fattispecie, così come tra queste ultime ed il servizio aspecifico, che attesta l’esperienza del professore/maestro sulla disciplina e/o posto comune. Di tale distinzione, l’esecutivo deve tenere conto sia nella definizione dei criteri di accesso al corso di specializzazione sul sostegno didattico, sia nell’attribuzione del punteggio finalizzato alla costituzione delle GPS di I fascia.

La norma prevede, altresì, che i docenti, che hanno conseguito il titolo di specializzazione all’estero, possano prendere servizio nonostante l’attestato ottenuto non sia ancora stato valutato come idoneo dall’ordinamento nazionale.

Viene da sé che ciascuna di queste modifiche incide in modo rilevante sulla qualità del servizio formativo e sulla continuità didattica. Sia perché si da la possibilità di insegnare a chi non è ancora in possesso di un titolo di specializzazione valido, sia perché si conferisce a coloro che, senza alcuna specializzazione, hanno accumulato anni di servizio, una corsia preferenziale rispetto a chi, con dedizione, si prepara per superare tutte le prove, consentendo ai primi di scavalcare in graduatoria i docenti specializzati che già da qualche anno si prendono cura dei ragazzi in difficoltà.

Al fine di contrastare lo stravolgimento delle graduatorie provinciali che questa norma produrrebbe e di preservare la qualità dell’insegnamento del sistema scolastico, UDSS chiede che il testo proposto dal Ministero includa, prioritariamente, i seguenti punti:

  • conferire ai docenti specializzati un punteggio pari a 24 punti, sulla classe di concorso relativa al sostegno, per ogni anno di servizio svolto in seguito al conseguimento del titolo di specializzazione. In tal modo sarebbe possibile distinguere il servizio specifico qualificato, il servizio specifico non qualificato ed il servizio aspecifico;
  • non consentire a chi è in possesso di tre anni di servizio sul sostegno, senza abilitazione sulla relativa classe di concorso, di accedere al percorso di specializzazione non superando alcuna prova selettiva e comunque, di riservare una quota non superiore al 10% ai docenti abilitati che potranno partecipare al suddetto corso non sostenendo alcun esame;
  • in alternativa, prevedere che l’ingresso libero all’iter di specializzazione non superi il 10% dei posti disponibili in ciascuna università, ripartendo tale quota tra docenti abilitati e/o di ruolo e insegnanti non abilitati;
  • prevedere che il requisito per accedere al suddetto corso, non sostenendo alcuna prova in ingresso, sia l’aver maturato un servizio di 3 anni sul sostegno, conseguiti negli ultimi 5, sullo specifico grado d’istruzione;
  • effettuare una distinzione tra gli specializzati sul sostegno che hanno partecipato ad una selezione a numero programmato, superando tre esami, e coloro a cui verrà consentito di prendere parte al corso senza alcuna selezione d’ingresso, non riconoscendo a questi ultimi i 12 punti previsti per la frequenza a percorsi con ammissione selettiva e a numero programmato (ai sensi del DM 249/2010) e attribuendo, a monte, un punteggio distinto per ciascuna prova sostenuta in ingresso (12 punti per ognuna delle prove previste).

In seconda istanza si chiede quanto segue:

  • che si creino due canali per le assunzioni sul sostegno: da GPS l fascia (ex art. 59 DL 73/21) e concorso pubblico;
  • che la priorità a partecipare alla procedura di immissione in ruolo, concessa a coloro che hanno conseguito la specializzazione all’estero, riconosciuta valida dall’ordinamento italiano in seguito alla valutazione di CIMEA, riguardi esclusivamente le qualifiche ritenute conformi al 100% al programma di studio e di tirocinio stabilito per le Università italiane e non anche i titoli che verranno sottoposti a misure compensative;
  • che si stabiliscano gli stessi parametri sul vincolo triennale nella scuola di titolarità, per le precedenti e le future immissioni in ruolo;
  • che il numero dei posti che attualmente le Università decidono di destinare ai corsi di specializzazione sul sostegno didattico, vengano regolati dal Ministero in modo da rispettare il reale fabbisogno territoriale;

Certi del vostro supporto, porgiamo distinti saluti.

Fabio D’Apollo
Enza Turco
Patrizia Culmone
Gerlanda Ferrara
Antonio Galluzzo
Cinzia Randisi